Pasqua in Sicilia
La processione dei Misteri di Trapani



Venerdì Santo 19 Aprile 2019

 

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Ogni anno, il Venerdì Santo a Trapani, si vive una grande emozione; il ripetersi di una tradizione secolare che rappresenta la passione e la morte di Cristo. La Processione dei Misteri porta per i vicoli del centro storico di Trapani 18 gruppi scultorei più due simulacri realizzati in legno, tela e colla tra il XVII il XVIII secolo dalle fiorenti botteghe artigiane trapanesi. La processione, di origine spagnola, fu inizialmente gestita dalla Confraternita del Preziosissimo Sangue e successivamente dalla Confraternita di San Michele. Nel corso dei secoli venne affidata alle corporazioni artigiane, le maestranze, dalle quali nel 1974 nacque l’Unione Maestranze; la vera macchina organizzatrice di questo evento.
Alle 14.00 in punto del Venerdì Santo, i Sacri Gruppi escono dalla chiesa barocca del Purgatorio, portati in spalla dai portatori o da giovani volontari, accompagnati dal classico suono delle marce funebri. Quello che ne consegue è un serpentone che si snoda lungo le principali vie della città 24 ore, senza interruzioni. Ma è durante la notte che i Misteri svelano tutto il loro fascino, percorrendo al tremolante lume dei ceri le anguste e suggestive vie del centro storico, con i tamburini e il cicaleggio delle ciaccole a fare da sottofondo musicale.
I Misteri avanzano imperturbabili nella loro secolare solennità fino all'alba, quando raggiungono le Barracche, al porto peschereccio. Lì, illuminati dalla tenue luce solare appena sorta, le processioni si ricompongono. Le bande ricominciano a suonare.

E tra un’annacata e l’altra, ci si avvia all'ultimo tratto del tragitto quello che riempirà Piazza Purgatorio per l'entrata. Qui assistiamo a uno dei momenti più emozionanti della processione: i misteri entrano ad uno ad uno nella Chiesa del Purgatorio accompagnati dalle bande. La devozione e il folkore qui esplodono e tra i fedeli commossi, i plaudenti, i fotografi, i devoti ci si ritrova pigiati, compressi dentro una città orgogliosa delle proprie tradizioni.
I Consoli dei propri gruppi e i Massari, "annacandosi" sulle ultime note funebri, portano i misteri dentro la chiesa dove riposeranno fino all'anno prossimo, quando i portoni lignei si apriranno nuovamente e un altro anello si aggiungerà alla catena secolare di questo tradizione che perdura da più di 400 anni.
La Settimana Santa non è solo la Processione dei Misteri, ma tutta una serie di riti che hanno inizio il martedì con la processione dell'icona della Madre PietÓ dei Massari, per proseguire il giorno dopo con la processione dell'icona della Madonna della Pietà del Popolo. Il giovedì è dedicato alle visite dei Santissimi Sacramenti, altresì detti "Sepolcri", altari allestiti ad arte in tutte le chiese di Trapani. La processione dei MIsteri diventa quindi il culmine di un percorso religioso e folkloristico in grado di regalare esperienze uniche e irripetibili.

 

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Descrizione dei Sacri Gruppi

La Separazione

Opera attribuita a Mario Ciotta che aggiunse la statua di San Giovanni.
Ceto degli orefici ed affini
Venne affidato alla categoria degli argentieri nel 6 Aprile 1621

La Lavanda dei piedi

Opera di Mario Ciotta
Ceto dei pescatori
Venne affidato nel 1621 alla categoria dei pescatori; danneggiato durante al seconda guerra mondiale, fu restaurato da Giuseppe Cafiero

Gesù nell'orto dei Getzemani

Opera di Baldassarre Pisciotta
Ceto degli ortolani
Venne affidato nel 1620 al ceto degli ortolani

L'Arresto

Opera di autore ignoto.
Ceto dei metallurgici
Affidato alla categoria dei fabbriferrai nel 1765

La Caduta al Cedron

Opera di Francesco Nolfo
Ceto degli naviganti
Affidato intorno al 1621 alla categoria dei naviganti

Gesù dinanzi ad Hanna

Opera di autore ignoto
Ceto dei fruttivendoli
Il gruppo fu gravemente danneggiato dalle bombe nel 1943
Fu restaurato da Domenico Li Muli

La Negazione

Opera di Baldassarre Pisciotta
Ceto dei barbieri, parrucchieri ed affini
Affidato alla categoria nel 1661

Gesù dinanzi ad Erode

Opera di Baldassarre Pisciotta
Ceto dei pescivendoli (in passato affidato ai mugnai, sensali, crivellatori di cereali e dipendenti comunali)
È l’ultimo gruppo entrato a far parte della Processione

La flagellazione

Opera di autore ignoto
Ceto dei muratori e scalpellini (in passato anche a marmorari e cementisti)
Il gruppo fu restaurato nel 1860 da Antonio Croce, a causa di una caduta dei portatori

La coronazione di spine

Opera di Antonio Nolfo
Ceto dei fornai
Il gruppo fu danneggiato dagli eventi bellici e ricostruito da Giuseppe Cafiero nel 1946

Ecce Homo

Opera di Giuseppe Milanti
Ceto dei calzolai e calzaturieri
L’opera è ancora quella originale di Giuseppe Milanti e nel tempo ha subito soltanto piccoli restauri

La Sentenza

Opera di Domenico Nolfo
Ceto dei macellai
Negli anni ’20 fu sostituita l’antica vara con una di più piccole dimensioni

L'Ascesa al Calvario

Opera di autore ignoto
Ne cura l’uscita l’intero Popolo (riginariamente affidato a jurnateri e borghesi nel 1612, a cui successivamente subentrarono nel 1620 i bottai e dopo i fruttivendoli). La figura di Cristo venne sostituita nel 1903 (oggi è collocata nella chiesa di S. Maria di Gesù) dall’attuale figura di Antonino Giuffrida

La Spogliazione

Opera di Domenico Nolfo
Ceto dei tessili e abbigliamento (in passato dei fruttivendoli e bottai)
La vara barocca del gruppo è quella originale
La croce argentea posteriore è opera di Antonio Amato

La Sollevazione della croce

Opera di Domenico Li Muli
Ceto dei falegnami, carpentieri e mobilieri
L’originale fu distrutto dalle bombe del 1943; Li Muli lo ricostruì nel ’51 e poi rifatto nel ’56

La ferita al costato

Opera di Domenico Nolfo
Ceto dei pittori e decoratori (In passato dei funai e dei canapai)
Fu danneggiato dalle bombe nel ’43 e venne restaurato da Cafiero nel ’47

La deposizione

Opera di Antonio Fodale e Leopoldo Messina(L’originale attribuito a Milanti o a Nolfo)
Ceto dei sarti e tappezzieri
Il gruppo fu totalmente distrutto dalle bombe del ’43, fu ricostruito da Fodale e Messina per tornare in processione nel ’51

Il trasporto al sepolcro

Opera di Giacomo Tartaglia
Ceto dei salinai (in passato dei corallai)
E’ il gruppo con il maggior numero di personaggi

Gesù nell'Urna

Opera di autore ignoto
Ceto dei pastai
Nel ‘900 si sostituì l’urna con una nuova composizione in stile barocco. la statua del Cristo faceva parte di una Pietà custodita nella Chiesa dell’Immacolatella

L'Addolorata

Opera di Giuseppe Milanti
Ceto degli autisti, albergatori, baristi, camerieri, cuochi, dolcieri, tassisti. (in passato anche dei cocchieri e stallieri).
E’ un’opera pregevole nell’espressività del volto di Maria e nel drappeggio delle vesti, le quali non si mostrano mai in processione, perchè coperte da un manto nero.


 

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